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1. IN COMPAGNIA DEL GATTO

Adottare un gatto è un impegno che non va sottovalutato:

le cure devono essere costanti senza essere soffocanti

e l'educazione ci vede impegnati continuamente con serietà e rispetto.

Cresce ogni anno, nel mondo moderno, l'attenzione verso gli animali in generale, non più considerati semplicemente in funzione della loro utilità pratica, ma sempre più visti come 'compagni' di vita e come efficace tramite per riallacciare il perduto rapporto di armonia con la natura.

Per indole, taglia e atavica predisposizione sono cani e gatti, tra tutti gli animali, quelli considerati più 'avvicinabili' dall'uomo, e quindi più adatti ad una convivenza con lui. Il gatto - vero felino tra i felini - conserva quell'aria misteriosa che affascina e attrae l'uomo; il quale non sempre riesce razionalmente a spiegare molti comportamenti di questo animale, venerato già nell'antico Egitto, ma la cui psicologia e le cui reazioni rimangono ancora, per molti versi, inafferrabili.

Un gatto risulta un ottimo compagno per i bambini ed è, inoltre, particolarmente adatto per le persone anziane e sole. E' affettuoso e autosufficiente, anche se va seguito sempre con attenzione. A differenza del cane, il gatto può vivere tranquillamente in casa e non ha bisogno di essere portato fuori per una passeggiata. Vivere con questo animale non è dispendioso: questo vale per l'acquisto, l'alimentazione e le cure necessarie.

Come i felini selvatici anche i gatti domestici sono tendenzialmente solitari ed hanno un'indole aggressiva. Se desiderate quindi un compagno obbediente e servile è meglio rinunciare alla sua compagnia: i gatti non gradiscono un rapporto basato sul possesso, a causa della loro spiccata individualità. Sarebbe meglio perciò considerarli sempre come ospiti, o anche come 'compagni conviventi', che chiedono attenzione e affetto, ma che non è giusto soffocare o, peggio ancora, trattare come oggetti di esclusiva proprietà. In cambio dell'affetto e del rispetto che sapete offrire al vostro gatto, questo vi colmerà a sua volta di mille feline attenzioni, che renderanno il rapporto tra voi unico e appagante. Molti studiosi affermano che accarezzare un gatto aiuti addirittura a eliminare lo stress e a far calare la pressione sanguigna, contribuendo notevolmente al benessere fisico e psicologico dell'uomo.

Tenere un gatto, come qualsiasi altro animale, non è comunque un impegno da sottovalutare: comporta doveri ben precisi che spaziano dall'addestramento continuo a cure costanti ma non soffocanti, alla consapevolezza di andare incontro a precise responsabilità legali in caso di maltrattamenti o abbandono. Oggi esistono nel mondo intorno ai 500 milioni di esemplari di gatti domestici, il cui principale compito è quello di tenere sotto controllo il proliferare dei roditori e di far compagnia (per di più in modo poco pretenzioso) all'uomo.


2. IL GATTO COME SCELTA

Ai gattini con meno di quattro settimane di vita è bene evitare
qualsiasi brusco cambiamento delle condizioni ambientali.

Se desideriamo la compagnia di un gatto, si può prendere in considerazione la possibilità di adottarne uno offerto da una persona amica, oppure di cercarlo in un gatttile per randagi o, ancora, di acquistare un esemplare di razza.

Qualora si desideri un gatto di razza, ci si rivolgerà ad un allevatore, oppure a un negozio specializzato (è buona norma non essere precipitosi, ma controllare attentamente - magari con l'aiuto di un esperto - la fonte dell'acquisto). Per conoscere meglio le razze, e individuare quella più idonea alle proprie caratteristiche, è consigliabile recarsi a una mostra felina dove si avrà anche modo di incontrare e ricevere consigli dagli stessi allevatori. Il costo di un animale con certificato di origine è molto elevato, ma si possono anche trovare gatti di razza che ne sono privi, e che vengono offerti a un prezzo sicuramente inferiore. L'importante è, comunque, affidarsi sempre a persone di provata serietà professionale (sia che si tratti di allevatori sia di negozianti), e richiedere sempre un certificato che riporti l'elenco e le date delle vaccinazioni e dei trattamenti antielmintici (contro i vermi). E' buona norma, dopo l'acquisto, recarsi dal veterinario per una visita di controllo. Per quel che riguarda l'età, di solito si acquistano cuccioli di pochi mesi (minimo due) ma talvolta si può trovare anche un gatto adulto, che per qualche motivo l'allevatore non ritiene utile tenere ai fini della riproduzione o della partecipazione a mostre. Naturalmente un gatto adulto non avrà tutte le esigenze del cucciolo e perciò, per chi ha veramente poco tempo, rappresenta senz'altro la scelta migliore.

Riguardo al sesso, qualora si decide di far castrare il maschio o sterilizzare la femmina, la scelta potrà essere indifferente, ma desiderando di mantenere l'animale fertile si tenga presente che la femmina è in genere più pulita, docile e affettuosa del maschio. Può presentare però lo svantaggio di avere ripetuti calori durante la stagione primaverile, o in alcuni casi anche per tutto l'anno. Il maschio è invece più autonomo, ma tende ad allontanarsi da casa e a lottare per proteggere il suo territorio.

Un arrivo imprevisto

Portare a casa un gattino raccolto in strada è un evento sicuramente eccitante. E' un atto di generosità che comporta però un impegno costante verso questo nuovo essere, che diverrà parte integrale della famiglia.

Per prima cosa sarà utile osservare attentamente tutto il corpo del micino per vedere se esistono anomalie come chiazze senza pelo, secrezioni dagli occhi, dal naso o dalle orecchie e qualche altro segno: in questo caso (ma è consigliabile farlo comunque) sarebbe utile rivolgersi al veterinario. Spesso infatti i gatti abbandonati sono deperiti e, quindi, più soggetti di altri a determinate malattie, come micosi e parassitosi. Ricordate che, in mancanza della loro madre, dovrete supplire voi ad alcune necessità.


3. PER UN BUON CONNUBIO

Il gatto, da buon individualista, utilizza le sue tante capacità per trarre vantaggi

e raggiungere obiettivi ben precisi; non solo quindi per far piacere a voi.

Un curioso individualista

Un gatto ha caratteristiche fortemente diverse da quelle dell'uomo, possiede attitudini e comportamenti sociali ben precisi, e va considerato proprio per le sue specificità, senza pretendere (o anche soltanto sperare) che finisca per assomigliarvi.

Per prima cosa ricordate che il gatto domestico è molto intelligente, è curioso, ha ottima memoria, lavora ponendosi sempre obiettivi chiari e non per il gusto di farlo, e possiede l'istinto del cacciatore. Il gatto è un animale capace di assimilare esperienze nuove e diversificate , ed è inoltre estremamente consapevole dell'ambiente in cui vive. E' quindi capace di trovare sempre nuove soluzioni per affrontare le diverse situazioni. E' infine fondamentalmente un individualista. Da ciò che è possibile comprendere  quando sia per lui facile apprendere cose utili per la sua vita pratica, semplicemente attraverso l'osservazione del comportamento degli altri individui, e facendo tesoro delle esperienze. Non stupitevi quindi se scoprirete che il vostro micio è in grado di aprire una porta azionando una maniglia, suonare il campanello, bere acqua direttamente dal rubinetto, aprire lo sportello del mobile che nasconde la pattumiera e altre finezze del genere. E non stupitevi neanche se, nonostante queste sue formidabili doti di apprendimento, ancora non siete riusciti ad insegnargli a non farsi le unghie sui braccioli della poltrona, o a obbedirvi prontamente quando lo chiamate. Il gatto collabora solo se ne ha voglia, e difficilmente punizioni o ricompense possono fargli impressione: per questo spesso finge di non riconoscere il suo nome se è occupato in qualcosa che lo assorbe particolarmente, per poi ricordarselo subito all'ora della pappa.

Indubbiamente il gatto è molto curioso e interessato al mondo che lo circonda. E' quindi particolarmente portato a esplorare e conoscere da vicino ogni cosa, alla perenne ricerca di nuove prede, possibili nemici, rifugi comodi e riparati, o semplicemente per ispezionare qualsiasi modificazione del suo territorio e di ciò che esso contiene. Potrà facilmente succedere che prenda l'abitudine di stabilirsi periodicamente sulla poltrona del vostro vicino di casa; o che decida di cibarsi delle bistecche conservate in frigorifero, magari rimanendoci chiuso dentro; e non sarà raro trovarlo raggomitolato dentro la borsa della spesa o intrappolato in un armadio. E' comprensibile quindi come questa sua naturale e formidabile tendenza possa risultare molto pericolosa per la sua incolumità.

Il rapporto con i bambini

I bimbi che convivono abitualmente con animali domestici, rispetto a quelli che non ne hanno, si sono rilevati maggiormente incoraggiati alla comprensione della comunicazione non verbale umana, e quindi agevolati nello stabilire contatti sociali.

I gatti forniscono una fonte continua di contatti fisici, ludici e affettivi: a un gatto piace essere accarezzato, essere coccolato, e giocare spesso. Queste attività contribuiscono notevolmente a ridurre lo stress, e a procurare benessere non solo mentale ma anche fisico.

Se convivere con un animale può apportare benefici effetti ai vostri figli, dovete fare in modo che lo scambio sia reciproco, e quindi assicurare al micio un altrettanto adeguato livello di comfort. Fate quindi in modo che l'animale sia sempre pulito e sano, curatene particolarmente l'educazione perchè non diventi un pericolo per i bambini, ma nello stesso tempo insegnate ai vostri figli a rispettare le sue esigenze. Fate capire loro che si tratta di un essere vivente e pensante, con la sua dignità e individualità, e non di un giocattolo da maltrattare o infastidire.


4. DALLA NASCITA

I micetti sono molto curiosi e per questo possono con facilità mettersi nei guai.

Seguite i loro movimenti e, se ciò non fosse possibile,

assicuratevi che l'ambiente in cui vivono non presenti pericoli.

Un gattino alla nascita pesa circa un etto, è lungo tra i dieci e i quindici centimetri, ha le palpebre chiuse e le orecchie ripiegate: perciò non vede, non sente, non cammina, ed è completamente dipendente dalla madre calore, nutrizione ed eliminazione di feci e urine.

Se perde il contatto con la madre, comincia a trascinarsi con movimenti circolari emettendo miagolii acuti e, qualora non riesca a localizzarla, è destinato a morire. Un gattino sano aumenta di 15-20 grammi al giorno, poppa vigorosamente, ha un buon tono muscolare e cutaneo, ed ha un aspetto paffuto. Quando è malato si lamenta, è freddo al tatto ed è isolato dal resto della cucciolata. La causa più comune di morte neonatale è la scarsa produzione di latte da parte della madre; occorre quindi assicurarsi che i piccoli assumano ogni giorno un'adeguata quantità di latte, altrimenti si deve prendere in considerazione l'allattamento artificiale, parziale o totale. Durante l'allattamento è inoltre indispensabile che la gatta riceva sufficienti quantità di cibo, e che questo sia di ottima qualità.

Le fasi della crescita

2-3 settimane: il gattino apre gli occhi (che in questo primo periodo sono tutti di colore grigio-blu) drizza le orecchie, inizia a strisciare e gli spuntano i primi dentini incisivi da latte.

3-4 settimane: il gattino comincia a camminare spedito. Inizia lo svezzamento e ad apprendere l'uso della lettiera.

4-5 settimane: il gattino inizia a correre, a lavarsi e a giocare.

6-11 settimane: il gattino inizia la pratica della caccia, allontanandosi sempre più dalla madre; sarà completamente indipendente solo verso i sei mesi. Sempre in questo periodo si completa la dentatura da latte.

12-18 settimane: avviene il mutamento del colore degli occhi (il gattino assume quello definitivo), iniziano a spuntare i denti da adulto, il cui sviluppo si completerà intorno ai 6-8 mesi.

Nelle prime settimane di vita i piccoli riconoscono la madre attraverso segnali vocali che possono indicare rimprovero, allarme, richiamo e così via; quando saranno più grandi, quindi più autonomi, seguiranno la madre nei suoi spostamenti osservandone i movimenti della coda, che lei terrà appositamente sollevata e rivolta all'indietro.

Esistono nei gattini neonati una serie di comportamenti istintivi, come per esempio l'abitudine di soffiare o emettere un sibilo qualora vengano disturbati; oppure, ancora, la continua ricerca dello stretto contatto fisico con i fratelli, che li rassicura e li tranquillizza. Sarebbe meglio non allontanare i piccoli dalla madre e dai fratelli prima delle 6-7 settimane di vita.


5. PRELIBATE CURE

Per natura il gatto è un buon mangiatore.

Quindi, se si dimostra esigente, è solo colpa delle abitudini dategli dal proprietario:

schizzinosi si diventa, non si nasce.

Cuccioli da svezzare

Si può iniziare ad alimentare i cuccioli con cibo diverso dal latte materno verso le tre settimane di età, usando all'inizio del latte commerciale per gattini, somministrato con un cucchiaino.

Dopo pochi giorni si addizionerà al latte del cibo solido secco o umido per gattini in crescita, oppure un prodotto omogeneizzato a base di pesce o carne. Si porrà il cibo previamente riscaldato in una ciotola poco profonda, e si incoraggeranno i piccoli: appena i micetti avranno imparato a mangiare da soli, si toglierà gradatamente il latte dalla miscela.

Lo svezzamento si completerà intorno alle 6-8 settimane di età, ma è comunque consigliabile continuare la somministrazione di cibo per gattini fino a 9 mesi; il cibo per adulti presenta infatti una formulazione diversa, soprattutto rispetto al contenuto proteico, di calcio e di fosforo.

Cibo da grandi

Per alimentare un gatto adulto, si può scegliere di usare del cibo casalingo, o del cibo in scatola di produzione industriale.

L'ideale sarebbe abituare l'animale ad assumere entrambi, ma la cosa non è semplice, in quanto spesso i gatti hanno l'abitudine di nutrirsi con un solo tipo di cibo in scatola, o un solo tipo di carne (polmone, fegato, prosciutto...) o di pesce. Questa "dipendenza" rappresenta quindi un errore dietetico gravissimo da parte del proprietario, ed è in contrasto con il principio di una buona alimentazione, secondo il quale qualsiasi singolo alimento costituito da un solo ingrediente non dovrebbe rappresentare più di un quarto della dieta totale.

Le fonti di proteine non sono rappresentate unicamente dalle carni ma, se ben tollerati, si possono anche usare in alternativa uova, formaggi o pesce, naturalmente senza eccedere con l'uno o l'altro. E' bene evitare rigorosamente gli insaccati, perchè possono indurre nel gatto il rifiuto di tutti gli altri tipi di cibo. Il fegato può essere usato, ma non in quantità eccessive, per il fatto che può provocare diarrea, oltre che una ipervitaminosi A, con conseguenze gravissime. La carne (il muscolo) può costituire gran parte della razione alimentare, ma da sola non basta a soddisfare i fabbisogni del gatto; perciò è utile integrare la dieta con altri alimenti contenenti soprattutto grassi e, in minor misura, zuccheri e fibra. Gli ossi e le lische di pesce non dovrebbero essere date ai gatti se non finemente triturate, perchè esiste il pericolo che possano scheggiarsi, e causare gravi danni a esofago, stomaco o intestino.

L'alternativa alla dieta casalinga, è quella a base di cibi commerciali. La gamma offerta dal mercato di cibi secchi (croccantini) o umidi è vastissima per qualità, varietà e prezzo. La maggior parte dei gatti li gradisce molto, ma è importante rispettare le dosi consigliate.

Il gatto è un animale capace di concentrare al massimo le sue urine, e ha bisogno di quantità minime d'acqua per sopravvivere. L'acqua è comunque una componente essenziale nell'alimentazione di questo animale, e non dovrebbe mai mancare vicino alla ciotola del cibo. I gatti che si nutrono di alimenti umidi (siano essi in scatola o freschi), soddisfano il proprio fabbisogno di acqua quasi completamente con la dieta, mentre quelli che si nutrono di alimenti secchi hanno bisogno di maggiori quantità di liquidi. In ogni caso non deve preoccupare il fatto che il gatto beva poco ma, eventualmente il contrario.


6. INCONFONDIBILI CARATTERISTICHE

Durante la corsa un gatto giunge a percorrere,

per ogni ciclo di movimento delle zampe, una distanza pari a tre volte la sua lunghezza,

con una velocità media di 50 km orari.

Acrobata per natura

Un gatto, come tutti sanno, può precipitare anche da un'altezza notevole senza subire danni grazie alla sua capacità di cadere "in piedi".

Quando il gatto cade, i suoi occhi e un organo particolare situato all'interno dell'orecchio, e cioè l'apparato vestibolare, informano rapidamente il cervello sulla posizione della testa rispetto al suolo. Immediatamente il cervello reagisce permettendo ai muscoli del collo di girare la testa nella direzione della caduta; in un secondo momento anche il resto del corpo segue l'andamento della testa e assume così una posizione adeguata prima dell'atterraggio, che può in questo modo avvenire sulle quattro zampe.

Nella corsa il gatto si comporta più da scattista che da fondista: le zampe restano sospese in aria e mai attaccate del tutto al terreno. La velocità deriva dallo stiramento totale del tronco e dell'allungamento del passo.

La muscolatura robusta nella zona lombare e nelle zampe posteriori danno al gatto l'opportunità di arrampicarsi con estrema facilità. Per lui è più facile salire che scendere, a causa della curvatura delle unghie, e perchè la muscolatura lombare non agisce da freno; il movimento quindi, in fase di discesa, finisce per accelerare sempre di più.

Anche nel salto la potenza arriva grazie ai muscoli della regione posteriore del corpo. La struttura di ginocchia e caviglie permette la mobilità laterale, e fornisce lo sviluppo di forze che vanno nella direzione presa dall'animale. La contrazione muscolare corrisponde a un'estensione articolare che dà al salto velocità e potenza.

Le misteriose fusa

Una delle più amate e riconoscibili caratteristiche dei gatti sono le fusa. I più recenti studi hanno finalmente chiarito il meccanismo che le produce, pur rimanendo un mistero la motivazione profonda che le genera.

Si tratta di emissioni sonore sia lievissime, sia a livelli di intensità molto alti (200 Hertz cicli/secondo) a intervalli regolari di 30-50 millisecondi, con una breve pausa tra fusa inspiratorie e quelle espiratorie. Le contrazioni dei muscoli che generano queste vibrazioni sonore sono di una rapidità estrema, mai riscontrata prima nei mammiferi. Le fusa vengono emesse dalla laringe e dal diaframma. Queste due sorgenti si alternano continuamente con ripercussioni positive su tutto l'organismo dell'animale: contribuiscono alla circolazione dell'aria nell'apparato respiratorio e a migliorare la circolazione del sangue in tutto il corpo, raddoppiando il volume dell'aria respirata e del sangue pompato dal cuore. Il complesso apparato che produce le fusa necessita di essere ben regolato dal sistema nervoso centrale, e per questo Madre Natura ha provvisto il cervello del gatto di un centro delle fusa in grado di controllare tutto questo notevole meccanismo.

Un gatto non fa le fusa unicamente per manifestare uno stato di benessere o di grande soddisfazione, in quanto vengono emesse anche da soggetti malati; facendo le fusa mamma gatta favorisce la lattazione, e inoltre fungono da richiamo di riconoscimento per i suoi piccoli, che a loro volta rispondono facendo le fusa. Costituiscono dunque anche una specie di linguaggio.


7. CINQUE SENSI

Il gatto possiede gengive fornite di ricettori nervosi

che gli consentono di capire esattamente il punto migliore

per affondare sul collo della vittima il morso fatale.

Gli organi di senso

Gli organi di senso nel gatto sono più perfezionati rispetto a quelli di altri mammiferi, ed hanno subìto modificazioni proprio in funzione delle sue particolari inclinazioni di predatore

Occhi

I gatti al buio completo non vedono meglio dell'uomo, ma in condizione di luce debolissima sono in grado di sfruttare anche il minimo raggio luminoso; cornea, pupilla e cristallino sono più sviluppati che nell'uomo, così la retina - che invece non è (in proporzione) più ampia - può ricevere molta più luce. Poichè il globo oculare ha forma più rotonda e accorciata rispetto a quello dell'uomo, l'angolo visivo diventa assai più ampio.

Orecchie

Il gatto deve possedere una buona vista, e ovviamente un buon udito. La struttura del padiglione auricolare permette ai felini di distinguere la qualità del suono e la direzione di provenienza, individuando di conseguenza dove si trova la preda da cacciare. Il gatto percepisce suono di frequenza particolare, e tra questi anche minime differenze.

Naso

Olfatto e gusto hanno un ruolo importantissimo nelle funzioni vitali del gatto, e sono molto più sensibili rispetto a quelli umani. L'olfatto del gatto è sensibile ai composti azotati, il che gli permette di valutare se un determinato cibo è deteriorato o meno.

Lingua

La lingua del gatto è interamente ricoperta di papille costituite da una sostanza simile a quella degli artigli, e che la rendono così caratteristicamente rugosa, tanto da essere particolarmente utile durante le operazioni di pulizia del pelo. Il senso del gusto è tanto più sviluppato quanto più l'animale è giovane: così un gattino nato da pochi giorni avrà un senso del gusto assai elevato, che andrà riducendosi man mano che cresce e quindi invecchia, pur rimanendo sempre particolarmente sensibile in un soggetto sano.

Vibrisse

Con questo termine vengono chiamati i baffi e le sopracciglia del gatto: si tratta di peli grandemente ispessiti e ingrossati, localizzati sulle guance e sul mento, nonché sulla parte terminale delle zampe anteriori. la loro funzione non è ancora del tutto chiara, ma sembra abbiano un ruolo tattile importante: nell'oscurità funzionano come delle vere e proprie antenne, in grado di localizzare e identificare oggetti che l'animale non è in grado di vedere. Alcuni ritengono inoltre che, abbassate al contatto con il suolo, permettano al gatto di rendersi conto di eventuali ostacoli, facilitandone lo spostamento notturno.


8. ABITUDINI E RITUALI

Dopo una nottata di frenetica attività,

il gatto ama dormire e riposarsi in luoghi caldi e accoglienti:

vicino al fuoco o sul letto, tra le vostre gambe,

in cerca della protezione che potete trasmettergli.

I gatti in particolare, ma tutti gli animali in generale, devono la sopravvivenza della loro specie, della loro comunità e di loro stessi come individui, all'impiego di tutta una serie di comportamenti rituali, che si ripetono con regolarità nella vita quotidiana.

Alcuni di questi comportamenti saranno anche divertenti, ma considerate il fatto che per lui sono indispensabili, e da prendere assolutamente sul serio. Queste abitudini procurano al micio la sicurezza e l'ordine di cui ha bisogno vitale, nonchè la consapevolezza della sua posizione all'interno dell'ambiente in cui vive.

Aiutatelo in questa sua ricerca di sicurezza, cercando di osservare e rispettare tutte le abitudini che il gatto ha instaurato, e che spesso vi riguardano da vicino. Come per esmpio i rituali riguardanti l'offerta del cibo (la stessa scodella, nello stesso posto, alla stessa ora, dopo lo stesso richiamo, ecc.); o comportamenti che il micio assume quando rientrate a casa (alla stessa ora vi accoglie nella stessa posizione e, dopo che lo avete salutato sempre nello stesso modo, lui fa tre giri strusciandosi intorno alle vostre gambe); oppure quelli di preparazione al sonno (magari vi aspetta sul letto, nello stesso punto, si aspetta che voi giocate nel solito modo con lui, si liscia con cura il pelo per i soliti dieci minuti, si appallottola contro lo stesso piede sinistro e poi attende che spegniate la luce per cambiare nuovamente posizione), e così via.

Cercate di non alterare l'ordine prestabilito delle cose, a meno che non sia assolutamente necessario; e d'altro canto non preoccupatevi eccessivamente se il vostro gatto dovesse innervosirsi per le novità apportate al suo ambiente (l'acquisto di nuovi mobili, ad esempio) dategli il tempo di abituarsi ai cambiamenti nel suo territorio; siate pazienti e ricordate che possiede comunque un grande spirito di adattamento.

La vita notturna

I gatti trascorrono gran parte del tempo dormendo, e i più recenti studi dimostrano che i loro ritmi vitali seguono precisi cicli.

Questo è comprensibile, poichè il gatto possiede un istinto da cacciatore, la cui natura richiede altissime prestazioni immediate da scattista, e non la resistenza e la durata del maratoneta. Quindi, anche se addormentato, un gatto è perfettamente in grado di ricevere gli stimoli dell'ambiente esterno e, qualora sia sveglio ma senza che vi siano questi stimoli, riduce progressivamente l'attività cerebrale, fino al solo mantenimento delle funzioni vitali. Un gatto dorme anche 16 ore su 24, sebbene frazionate in numerosi periodi di pochi minuti ognuno, durante le quali attraversa fasi alterne di sonno più o meno profondo: il 70% è sonno leggero, il 30% è sonno profondo.

Chi vive con un gatto sa che sogna: è facile notare il movimento delle zampe, delle vibrisse e degli artigli, nonchè udire flebili miagolii. Ma anche durante queste fasi il suo sistema nervoso è sempre vigile e attento: a un eventuale segno di pericolo l'animale reagisce svegliandosi istantaneamente.

Una caratteristica peculiare del gatto è quella di avere abitudini notturne. Non c'è da stupirsene, se pensate che è fondamentalmente un cacciatore, e che le ore più propizie per il successo di questa attività sono quelle immediatamente successive al tramonto, oppure precedenti l'alba.

Non sgridate e non reprimete quindi il vostro gatto se di notte gioca, o se sta fuori casa fino al mattino. Non soltanto è un comportamento assolutamente istintivo, ma in un certo qual modo è il suo stesso ciclo biologico ad essere regolato in tal senso: il livello di cortisolo si alza di notte, e si abbassa di giorno, diversamente da quanto accade nell'uomo.


9. TERRITORI INVIOLABILI

Per un gatto maschio costretto a vivere in appartamento non è facile capire

il vostro disappunto quando lascia 'marcature territoriali' su mobilio, tendaggi o muri.

Sta solo proteggendo il suo territorio.

Anche se il vostro animale è l'unico di casa, a meno che non viva in un appartamento del quale non ha possibilità di uscire, fa comunque parte di una comunità, formata dagli altri gatti del quartiere o della zona in cui vive.

Il territorio ha un ruolo importante nella vita del gatto, che ne definisce i confini urinando e marcando con gli artigli gli oggetti e le strutture che li delimitano. E' questo un istinto ancestrale, tipico di ogni animale predatore, ed è basilare per il micio possedere un territorio da controllare e difendere. Le dimensioni del territorio possono variare da pochi metri quadri (in appartamento), a numerosi isolati (in città), o a vari campi (in campagna). Difficilmente i gatti domestici abbandonano il loro territorio, eccetto che per cacciare e per accoppiarsi, sebbene amino girovagare e alcuni tra di loro manifestano una vera e propria indole vagabonda. Se un gatto lascia definitivamente quello che era sempre stato il suo territorio, di solito è dovuto a cause esterne, quali per esempio l'invasione da parte di un antagonista più giovane e forte, con conseguente definitiva sconfitta in battaglia; o ancora un evento particolarmente traumatizzante.

Il territorio di un gatto comprende dei confini, costituiti di solito da vere e proprie strutture tipo inferriate, strade o siepi. All'interno del territorio è possibile incontrare i propri simili, e intrattenere rapporti non conflittuali. Inoltre è prevista una zona di 'vedetta', di solito sistemata in posizione elevata, dalla quale è possibile controllare i confini stessi, ed eventuali invasori. Il gatto vi trascorre gran parte della giornata, in attenta osservazione, sebbene a prima vista possa sembrare che si stia semplicemente riposando: questo è un atteggiamento tipico che vi capiterà di osservare spesso. Il territorio viene inoltre giornalmente marcato con urina ed escrementi, nonchè ispezionato a ogni uscita.


Prossime pubblicazioni:
10. Un nome da difendere
11. La società felina
12. Un cacciatore solitario