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TUTTO SUL GATTO |
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1. IN COMPAGNIA DEL GATTO |
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Adottare un gatto è un impegno
che non va sottovalutato: |
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le cure devono essere costanti
senza essere soffocanti
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e l'educazione ci vede impegnati
continuamente con serietà e
rispetto. |
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Cresce ogni anno, nel mondo
moderno, l'attenzione verso gli
animali in generale, non più
considerati semplicemente in
funzione della loro utilità
pratica, ma sempre più visti
come 'compagni' di vita e come
efficace tramite per
riallacciare il perduto rapporto
di armonia con la natura. |
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Per indole, taglia e atavica
predisposizione sono cani e
gatti, tra tutti gli animali,
quelli considerati più
'avvicinabili' dall'uomo, e
quindi più adatti ad una
convivenza con lui. Il gatto -
vero felino tra i felini -
conserva quell'aria misteriosa
che affascina e attrae l'uomo;
il quale non sempre riesce
razionalmente a spiegare molti
comportamenti di questo animale,
venerato già nell'antico Egitto,
ma la cui psicologia e le cui
reazioni rimangono ancora, per
molti versi, inafferrabili. |
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Un gatto risulta un ottimo
compagno per i bambini ed è,
inoltre, particolarmente adatto
per le persone anziane e sole.
E' affettuoso e autosufficiente,
anche se va seguito sempre con
attenzione. A differenza del
cane, il gatto può vivere
tranquillamente in casa e non ha
bisogno di essere portato fuori
per una passeggiata. Vivere con
questo animale non è
dispendioso: questo vale per
l'acquisto, l'alimentazione e le
cure necessarie. |
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Come i felini selvatici anche i
gatti domestici sono
tendenzialmente solitari ed
hanno un'indole aggressiva. Se
desiderate quindi un compagno
obbediente e servile è meglio
rinunciare alla sua compagnia: i
gatti non gradiscono un rapporto
basato sul possesso, a causa
della loro spiccata
individualità. Sarebbe meglio
perciò considerarli sempre come
ospiti, o anche come 'compagni
conviventi', che chiedono
attenzione e affetto, ma che non
è giusto soffocare o, peggio
ancora, trattare come oggetti di
esclusiva proprietà. In cambio
dell'affetto e del rispetto che
sapete offrire al vostro gatto,
questo vi colmerà a sua volta di
mille feline attenzioni, che
renderanno il rapporto tra voi
unico e appagante. Molti
studiosi affermano che
accarezzare un gatto aiuti
addirittura a eliminare lo
stress e a far calare la
pressione sanguigna,
contribuendo notevolmente al
benessere fisico e psicologico
dell'uomo. |
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Tenere un gatto, come qualsiasi
altro animale, non è comunque un
impegno da sottovalutare:
comporta doveri ben precisi che
spaziano dall'addestramento
continuo a cure costanti ma non
soffocanti, alla consapevolezza
di andare incontro a precise
responsabilità legali in caso di
maltrattamenti o abbandono. Oggi
esistono nel mondo intorno ai
500 milioni di esemplari di
gatti domestici, il cui
principale compito è quello di
tenere sotto controllo il
proliferare dei roditori e di
far compagnia (per di più in
modo poco pretenzioso) all'uomo. |
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2. IL
GATTO COME SCELTA |
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Ai gattini con meno di
quattro settimane di vita è
bene evitare
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qualsiasi brusco cambiamento
delle condizioni ambientali. |
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Se desideriamo la compagnia
di un gatto, si può prendere
in considerazione la
possibilità di adottarne uno
offerto da una persona
amica, oppure di cercarlo in
un gatttile per randagi o,
ancora, di acquistare un
esemplare di razza. |
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Qualora si desideri un gatto
di razza, ci si rivolgerà ad
un allevatore, oppure a un
negozio specializzato (è
buona norma non essere
precipitosi, ma controllare
attentamente - magari con
l'aiuto di un esperto - la
fonte dell'acquisto). Per
conoscere meglio le razze, e
individuare quella più
idonea alle proprie
caratteristiche, è
consigliabile recarsi a una
mostra felina dove si avrà
anche modo di incontrare e
ricevere consigli dagli
stessi allevatori. Il costo
di un animale con
certificato di origine è
molto elevato, ma si possono
anche trovare gatti di razza
che ne sono privi, e che
vengono offerti a un prezzo
sicuramente inferiore.
L'importante è, comunque,
affidarsi sempre a persone
di provata serietà
professionale (sia che si
tratti di allevatori sia di
negozianti), e richiedere
sempre un certificato che
riporti l'elenco e le date
delle vaccinazioni e dei
trattamenti antielmintici
(contro i vermi). E' buona
norma, dopo l'acquisto,
recarsi dal veterinario per
una visita di controllo. Per
quel che riguarda l'età, di
solito si acquistano
cuccioli di pochi mesi
(minimo due) ma talvolta si
può trovare anche un gatto
adulto, che per qualche
motivo l'allevatore non
ritiene utile tenere ai fini
della riproduzione o della
partecipazione a mostre.
Naturalmente un gatto adulto
non avrà tutte le esigenze
del cucciolo e perciò, per
chi ha veramente poco tempo,
rappresenta senz'altro la
scelta migliore. |
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Riguardo al sesso, qualora
si decide di far castrare il
maschio o sterilizzare la
femmina, la scelta potrà
essere indifferente, ma
desiderando di mantenere
l'animale fertile si tenga
presente che la femmina è in
genere più pulita, docile e
affettuosa del maschio. Può
presentare però lo
svantaggio di avere ripetuti
calori durante la stagione
primaverile, o in alcuni
casi anche per tutto l'anno.
Il maschio è invece più
autonomo, ma tende ad
allontanarsi da casa e a
lottare per proteggere il
suo territorio. |
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Un arrivo imprevisto |
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Portare a casa un gattino
raccolto in strada è un
evento sicuramente
eccitante. E' un atto di
generosità che comporta però
un impegno costante verso
questo nuovo essere, che
diverrà parte integrale
della famiglia. |
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Per prima cosa sarà utile
osservare attentamente tutto
il corpo del micino per
vedere se esistono anomalie
come chiazze senza pelo,
secrezioni dagli occhi, dal
naso o dalle orecchie e
qualche altro segno: in
questo caso (ma è
consigliabile farlo
comunque) sarebbe utile
rivolgersi al veterinario.
Spesso infatti i gatti
abbandonati sono deperiti e,
quindi, più soggetti di
altri a determinate
malattie, come micosi e
parassitosi. Ricordate che,
in mancanza della loro
madre, dovrete supplire voi
ad alcune necessità. |
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3. PER UN BUON
CONNUBIO |
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Il gatto, da buon
individualista, utilizza
le sue tante capacità
per trarre vantaggi |
|
e raggiungere obiettivi
ben precisi; non solo
quindi per far piacere a
voi. |
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Un curioso
individualista |
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Un gatto ha
caratteristiche
fortemente diverse da
quelle dell'uomo,
possiede attitudini e
comportamenti sociali
ben precisi, e va
considerato proprio per
le sue specificità,
senza pretendere (o
anche soltanto sperare)
che finisca per
assomigliarvi. |
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Per prima cosa ricordate
che il gatto domestico è
molto intelligente, è
curioso, ha ottima
memoria, lavora
ponendosi sempre
obiettivi chiari e non
per il gusto di farlo, e
possiede l'istinto del
cacciatore. Il gatto è
un animale capace di
assimilare esperienze
nuove e diversificate ,
ed è inoltre
estremamente consapevole
dell'ambiente in cui
vive. E' quindi capace
di trovare sempre nuove
soluzioni per affrontare
le diverse situazioni.
E' infine
fondamentalmente un
individualista. Da ciò
che è possibile
comprendere quando sia
per lui facile
apprendere cose utili
per la sua vita pratica,
semplicemente attraverso
l'osservazione del
comportamento degli
altri individui, e
facendo tesoro delle
esperienze. Non
stupitevi quindi se
scoprirete che il vostro
micio è in grado di
aprire una porta
azionando una maniglia,
suonare il campanello,
bere acqua direttamente
dal rubinetto, aprire lo
sportello del mobile che
nasconde la pattumiera e
altre finezze del
genere. E non stupitevi
neanche se, nonostante
queste sue formidabili
doti di apprendimento,
ancora non siete
riusciti ad insegnargli
a non farsi le unghie
sui braccioli della
poltrona, o a obbedirvi
prontamente quando lo
chiamate. Il gatto
collabora solo se ne ha
voglia, e difficilmente
punizioni o ricompense
possono fargli
impressione: per questo
spesso finge di non
riconoscere il suo nome
se è occupato in
qualcosa che lo assorbe
particolarmente, per poi
ricordarselo subito
all'ora della pappa. |
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Indubbiamente il gatto è
molto curioso e
interessato al mondo che
lo circonda. E' quindi
particolarmente portato
a esplorare e conoscere
da vicino ogni cosa,
alla perenne ricerca di
nuove prede, possibili
nemici, rifugi comodi e
riparati, o
semplicemente per
ispezionare qualsiasi
modificazione del suo
territorio e di ciò che
esso contiene. Potrà
facilmente succedere che
prenda l'abitudine di
stabilirsi
periodicamente sulla
poltrona del vostro
vicino di casa; o che
decida di cibarsi delle
bistecche conservate in
frigorifero, magari
rimanendoci chiuso
dentro; e non sarà raro
trovarlo raggomitolato
dentro la borsa della
spesa o intrappolato in
un armadio. E'
comprensibile quindi
come questa sua naturale
e formidabile tendenza
possa risultare molto
pericolosa per la sua
incolumità. |
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Il rapporto con i
bambini |
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I bimbi che convivono
abitualmente con animali
domestici, rispetto a
quelli che non ne hanno,
si sono rilevati
maggiormente
incoraggiati alla
comprensione della
comunicazione non
verbale umana, e quindi
agevolati nello
stabilire contatti
sociali. |
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I gatti forniscono una
fonte continua di
contatti fisici, ludici
e affettivi: a un gatto
piace essere
accarezzato, essere
coccolato, e giocare
spesso. Queste attività
contribuiscono
notevolmente a ridurre
lo stress, e a procurare
benessere non solo
mentale ma anche fisico. |
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Se convivere con un
animale può apportare
benefici effetti ai
vostri figli, dovete
fare in modo che lo
scambio sia reciproco, e
quindi assicurare al
micio un altrettanto
adeguato livello di
comfort. Fate quindi
in modo che l'animale
sia sempre pulito e
sano, curatene
particolarmente
l'educazione perchè non
diventi un pericolo per
i bambini, ma nello
stesso tempo insegnate
ai vostri figli a
rispettare le sue
esigenze. Fate capire
loro che si tratta di un
essere vivente e
pensante, con la sua
dignità e individualità,
e non di un giocattolo
da maltrattare o
infastidire. |
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4.
DALLA NASCITA |
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I micetti sono molto
curiosi e per questo possono con
facilità mettersi nei guai.
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Seguite i loro
movimenti e, se ciò non fosse possibile,
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assicuratevi che
l'ambiente in cui vivono non presenti
pericoli. |
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Un gattino alla nascita pesa circa un
etto, è lungo tra i dieci e i quindici
centimetri, ha le palpebre chiuse e le
orecchie ripiegate: perciò non vede, non
sente, non cammina, ed è completamente
dipendente dalla madre calore,
nutrizione ed eliminazione di feci e
urine. |
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Se perde il contatto con la madre,
comincia a trascinarsi con movimenti
circolari emettendo miagolii acuti e,
qualora non riesca a localizzarla, è
destinato a morire. Un gattino sano
aumenta di 15-20 grammi al giorno, poppa
vigorosamente, ha un buon tono muscolare
e cutaneo, ed ha un aspetto paffuto.
Quando è malato si lamenta, è freddo al
tatto ed è isolato dal resto della
cucciolata. La causa più comune di morte
neonatale è la scarsa produzione di
latte da parte della madre; occorre
quindi assicurarsi che i piccoli
assumano ogni giorno un'adeguata
quantità di latte, altrimenti si deve
prendere in considerazione
l'allattamento artificiale, parziale o
totale. Durante l'allattamento è inoltre
indispensabile che la gatta riceva
sufficienti quantità di cibo, e che
questo sia di ottima qualità. |
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Le
fasi della crescita |
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2-3 settimane: il gattino apre
gli occhi (che in questo primo periodo
sono tutti di colore grigio-blu) drizza
le orecchie, inizia a strisciare e gli
spuntano i primi dentini incisivi da
latte. |
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3-4 settimane: il gattino
comincia a camminare spedito. Inizia lo
svezzamento e ad apprendere l'uso della
lettiera. |
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4-5 settimane: il gattino inizia
a correre, a lavarsi e a giocare. |
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6-11 settimane: il gattino inizia
la pratica della caccia, allontanandosi
sempre più dalla madre; sarà
completamente indipendente solo verso i
sei mesi. Sempre in questo periodo si
completa la dentatura da latte. |
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12-18 settimane: avviene il
mutamento del colore degli occhi (il
gattino assume quello definitivo),
iniziano a spuntare i denti da adulto,
il cui sviluppo si completerà intorno ai
6-8 mesi. |
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Nelle prime settimane di vita i piccoli
riconoscono la madre attraverso segnali
vocali che possono indicare rimprovero,
allarme, richiamo e così via; quando
saranno più grandi, quindi più autonomi,
seguiranno la madre nei suoi spostamenti
osservandone i movimenti della coda, che
lei terrà appositamente sollevata e
rivolta all'indietro. |
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Esistono nei gattini neonati una serie
di comportamenti istintivi, come per
esempio l'abitudine di soffiare o
emettere un sibilo qualora vengano
disturbati; oppure, ancora, la continua
ricerca dello stretto contatto fisico
con i fratelli, che li rassicura e li
tranquillizza. Sarebbe meglio non
allontanare i piccoli dalla madre e dai
fratelli prima delle 6-7 settimane di
vita. |
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5. PRELIBATE CURE |
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Per natura il gatto
è un buon
mangiatore.
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Quindi, se si
dimostra esigente, è
solo colpa delle
abitudini dategli
dal proprietario:
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schizzinosi si
diventa, non si
nasce. |
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Cuccioli da
svezzare |
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Si può iniziare ad
alimentare i
cuccioli con cibo
diverso dal latte
materno verso le tre
settimane di età,
usando all'inizio
del latte
commerciale per
gattini,
somministrato con un
cucchiaino. |
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Dopo pochi giorni si
addizionerà al latte
del cibo solido
secco o umido per
gattini in crescita,
oppure un prodotto
omogeneizzato a base
di pesce o carne. Si
porrà il cibo
previamente
riscaldato in una
ciotola poco
profonda, e si
incoraggeranno i
piccoli: appena i
micetti avranno
imparato a mangiare
da soli, si toglierà
gradatamente il
latte dalla miscela.
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Lo svezzamento si
completerà intorno
alle 6-8 settimane
di età, ma è
comunque
consigliabile
continuare la
somministrazione di
cibo per gattini
fino a 9 mesi; il
cibo per adulti
presenta infatti una
formulazione
diversa, soprattutto
rispetto al
contenuto proteico,
di calcio e di
fosforo. |
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Cibo da grandi |
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Per alimentare un
gatto adulto, si può
scegliere di usare
del cibo casalingo,
o del cibo in
scatola di
produzione
industriale. |
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L'ideale sarebbe
abituare l'animale
ad assumere
entrambi, ma la cosa
non è semplice, in
quanto spesso i
gatti hanno
l'abitudine di
nutrirsi con un solo
tipo di cibo in
scatola, o un solo
tipo di carne
(polmone, fegato,
prosciutto...) o di
pesce. Questa
"dipendenza"
rappresenta quindi
un errore dietetico
gravissimo da parte
del proprietario, ed
è in contrasto con
il principio di una
buona alimentazione,
secondo il quale
qualsiasi singolo
alimento costituito
da un solo
ingrediente non
dovrebbe
rappresentare più di
un quarto della
dieta totale. |
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Le fonti di proteine
non sono
rappresentate
unicamente dalle
carni ma, se ben
tollerati, si
possono anche usare
in alternativa uova,
formaggi o pesce,
naturalmente senza
eccedere con l'uno o
l'altro. E' bene
evitare
rigorosamente gli
insaccati, perchè
possono indurre nel
gatto il rifiuto di
tutti gli altri tipi
di cibo. Il fegato
può essere usato, ma
non in quantità
eccessive, per il
fatto che può
provocare diarrea,
oltre che una
ipervitaminosi A,
con conseguenze
gravissime. La carne
(il muscolo) può
costituire gran
parte della razione
alimentare, ma da
sola non basta a
soddisfare i
fabbisogni del
gatto; perciò è
utile integrare la
dieta con altri
alimenti contenenti
soprattutto grassi
e, in minor misura,
zuccheri e fibra.
Gli ossi e le lische
di pesce non
dovrebbero essere
date ai gatti se non
finemente triturate,
perchè esiste il
pericolo che possano
scheggiarsi, e
causare gravi danni
a esofago, stomaco o
intestino. |
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L'alternativa alla
dieta casalinga, è
quella a base di
cibi commerciali. La
gamma offerta dal
mercato di cibi
secchi (croccantini)
o umidi è vastissima
per qualità, varietà
e prezzo. La maggior
parte dei gatti li
gradisce molto, ma è
importante
rispettare le dosi
consigliate. |
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Il gatto è un
animale capace di
concentrare al
massimo le sue
urine, e ha bisogno
di quantità minime
d'acqua per
sopravvivere.
L'acqua è comunque
una componente
essenziale
nell'alimentazione
di questo animale, e
non dovrebbe mai
mancare vicino alla
ciotola del cibo. I
gatti che si nutrono
di alimenti umidi
(siano essi in
scatola o freschi),
soddisfano il
proprio fabbisogno
di acqua quasi
completamente con la
dieta, mentre quelli
che si nutrono di
alimenti secchi
hanno bisogno di
maggiori quantità di
liquidi. In ogni
caso non deve
preoccupare il fatto
che il gatto beva
poco ma,
eventualmente il
contrario. |
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6.
INCONFONDIBILI CARATTERISTICHE |
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Durante la corsa un gatto giunge a
percorrere, |
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per ogni ciclo di movimento delle zampe,
una distanza pari a tre volte la sua
lunghezza, |
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con una velocità media di 50 km orari. |
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Acrobata per natura |
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Un gatto,
come tutti sanno, può precipitare anche
da un'altezza notevole senza subire
danni grazie alla sua capacità di cadere
"in piedi". |
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Quando il
gatto cade, i suoi occhi e un organo
particolare situato all'interno
dell'orecchio, e cioè l'apparato
vestibolare, informano rapidamente il
cervello sulla posizione della testa
rispetto al suolo. Immediatamente il
cervello reagisce permettendo ai muscoli
del collo di girare la testa nella
direzione della caduta; in un secondo
momento anche il resto del corpo segue
l'andamento della testa e assume così
una posizione adeguata prima
dell'atterraggio, che può in questo modo
avvenire sulle quattro zampe. |
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Nella
corsa il gatto si comporta più da
scattista che da fondista: le zampe
restano sospese in aria e mai attaccate
del tutto al terreno. La velocità deriva
dallo stiramento totale del tronco e
dell'allungamento del passo. |
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La
muscolatura robusta nella zona lombare e
nelle zampe posteriori danno al gatto
l'opportunità di arrampicarsi con
estrema facilità. Per lui è più facile
salire che scendere, a causa della
curvatura delle unghie, e perchè la
muscolatura lombare non agisce da freno;
il movimento quindi, in fase di discesa,
finisce per accelerare sempre di più. |
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Anche nel
salto la potenza arriva grazie ai
muscoli della regione posteriore del
corpo. La struttura di ginocchia e
caviglie permette la mobilità laterale,
e fornisce lo sviluppo di forze che
vanno nella direzione presa
dall'animale. La contrazione muscolare
corrisponde a un'estensione articolare
che dà al salto velocità e potenza. |
|
Le
misteriose fusa |
|
Una delle
più amate e riconoscibili
caratteristiche dei gatti sono le fusa.
I più recenti studi hanno finalmente
chiarito il meccanismo che le produce,
pur rimanendo un mistero la motivazione
profonda che le genera. |
|
Si tratta
di emissioni sonore sia lievissime, sia
a livelli di intensità molto alti (200
Hertz cicli/secondo) a intervalli
regolari di 30-50 millisecondi, con una
breve pausa tra fusa inspiratorie e
quelle espiratorie. Le contrazioni dei
muscoli che generano queste vibrazioni
sonore sono di una rapidità estrema, mai
riscontrata prima nei mammiferi. Le fusa
vengono emesse dalla laringe e dal
diaframma. Queste due sorgenti si
alternano continuamente con
ripercussioni positive su tutto
l'organismo dell'animale: contribuiscono
alla circolazione dell'aria
nell'apparato respiratorio e a
migliorare la circolazione del sangue in
tutto il corpo, raddoppiando il volume
dell'aria respirata e del sangue pompato
dal cuore. Il complesso apparato che
produce le fusa necessita di essere ben
regolato dal sistema nervoso centrale, e
per questo Madre Natura ha provvisto il
cervello del gatto di un centro delle
fusa in grado di controllare tutto
questo notevole meccanismo. |
|
Un gatto
non fa le fusa unicamente per
manifestare uno stato di benessere o di
grande soddisfazione, in quanto vengono
emesse anche da soggetti malati; facendo
le fusa mamma gatta favorisce la
lattazione, e inoltre fungono da
richiamo di riconoscimento per i suoi
piccoli, che a loro volta rispondono
facendo le fusa. Costituiscono dunque
anche una specie di linguaggio. |
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|
7. CINQUE
SENSI |
|
Il gatto
possiede gengive
fornite di
ricettori
nervosi
|
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che gli
consentono di
capire
esattamente il
punto migliore |
|
per affondare
sul collo della
vittima il morso
fatale. |
|
Gli organi di
senso |
|
Gli organi di
senso nel gatto
sono più
perfezionati
rispetto a
quelli di altri
mammiferi, ed
hanno subìto
modificazioni
proprio in
funzione delle
sue particolari
inclinazioni di
predatore |
|
Occhi |
|
I gatti al buio
completo non
vedono meglio
dell'uomo, ma in
condizione di
luce debolissima
sono in grado di
sfruttare anche
il minimo raggio
luminoso;
cornea, pupilla
e cristallino
sono più
sviluppati che
nell'uomo, così
la retina - che
invece non è (in
proporzione) più
ampia - può
ricevere molta
più luce. Poichè
il globo oculare
ha forma più
rotonda e
accorciata
rispetto a
quello
dell'uomo,
l'angolo visivo
diventa assai
più ampio. |
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Orecchie |
|
Il gatto deve
possedere una
buona vista, e
ovviamente un
buon udito. La
struttura del
padiglione
auricolare
permette ai
felini di
distinguere la
qualità del
suono e la
direzione di
provenienza,
individuando di
conseguenza dove
si trova la
preda da
cacciare. Il
gatto percepisce
suono di
frequenza
particolare, e
tra questi anche
minime
differenze. |
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Naso |
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Olfatto e gusto
hanno un ruolo
importantissimo
nelle funzioni
vitali del
gatto, e sono
molto più
sensibili
rispetto a
quelli umani.
L'olfatto del
gatto è
sensibile ai
composti
azotati, il che
gli permette di
valutare se un
determinato cibo
è deteriorato o
meno. |
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Lingua |
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La lingua del
gatto è
interamente
ricoperta di
papille
costituite da
una sostanza
simile a quella
degli artigli, e
che la rendono
così
caratteristicamente
rugosa, tanto da
essere
particolarmente
utile durante le
operazioni di
pulizia del
pelo. Il senso
del gusto è
tanto più
sviluppato
quanto più
l'animale è
giovane: così un
gattino nato da
pochi giorni
avrà un senso
del gusto assai
elevato, che
andrà
riducendosi man
mano che cresce
e quindi
invecchia, pur
rimanendo sempre
particolarmente
sensibile in un
soggetto sano. |
|
Vibrisse |
|
Con questo
termine vengono
chiamati i baffi
e le
sopracciglia del
gatto: si tratta
di peli
grandemente
ispessiti e
ingrossati,
localizzati
sulle guance e
sul mento,
nonché sulla
parte terminale
delle zampe
anteriori. la
loro funzione
non è ancora del
tutto chiara, ma
sembra abbiano
un ruolo tattile
importante:
nell'oscurità
funzionano come
delle vere e
proprie antenne,
in grado di
localizzare e
identificare
oggetti che
l'animale non è
in grado di
vedere. Alcuni
ritengono
inoltre che,
abbassate al
contatto con il
suolo,
permettano al
gatto di
rendersi conto
di eventuali
ostacoli,
facilitandone lo
spostamento
notturno. |
|
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8.
ABITUDINI E RITUALI |
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Dopo una
nottata di frenetica attività,
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il gatto
ama dormire e riposarsi in luoghi caldi
e accoglienti: |
|
vicino al
fuoco o sul letto, tra le vostre gambe,
|
|
in cerca
della protezione che potete
trasmettergli. |
|
I gatti
in particolare, ma tutti gli animali in
generale, devono la sopravvivenza della
loro specie, della loro comunità e di
loro stessi come individui, all'impiego
di tutta una serie di comportamenti
rituali, che si ripetono con regolarità
nella vita quotidiana. |
|
Alcuni di
questi comportamenti saranno anche
divertenti, ma considerate il fatto che
per lui sono indispensabili, e da
prendere assolutamente sul serio. Queste
abitudini procurano al micio la
sicurezza e l'ordine di cui ha bisogno
vitale, nonchè la consapevolezza della
sua posizione all'interno dell'ambiente
in cui vive. |
|
Aiutatelo
in questa sua ricerca di sicurezza,
cercando di osservare e rispettare tutte
le abitudini che il gatto ha instaurato,
e che spesso vi riguardano da vicino.
Come per esmpio i rituali riguardanti
l'offerta del cibo (la stessa scodella,
nello stesso posto, alla stessa ora,
dopo lo stesso richiamo, ecc.); o
comportamenti che il micio assume quando
rientrate a casa (alla stessa ora vi
accoglie nella stessa posizione e, dopo
che lo avete salutato sempre nello
stesso modo, lui fa tre giri
strusciandosi intorno alle vostre
gambe); oppure quelli di preparazione al
sonno (magari vi aspetta sul letto,
nello stesso punto, si aspetta che voi
giocate nel solito modo con lui, si
liscia con cura il pelo per i soliti
dieci minuti, si appallottola contro lo
stesso piede sinistro e poi attende che
spegniate la luce per cambiare
nuovamente posizione), e così via. |
|
Cercate
di non alterare l'ordine prestabilito
delle cose, a meno che non sia
assolutamente necessario; e d'altro
canto non preoccupatevi eccessivamente
se il vostro gatto dovesse innervosirsi
per le novità apportate al suo ambiente
(l'acquisto di nuovi mobili, ad esempio)
dategli il tempo di abituarsi ai
cambiamenti nel suo territorio; siate
pazienti e ricordate che possiede
comunque un grande spirito di
adattamento. |
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La
vita notturna |
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I gatti
trascorrono gran parte del tempo
dormendo, e i più recenti studi
dimostrano che i loro ritmi vitali
seguono precisi cicli. |
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Questo è
comprensibile, poichè il gatto possiede
un istinto da cacciatore, la cui natura
richiede altissime prestazioni immediate
da scattista, e non la resistenza e la
durata del maratoneta. Quindi, anche se
addormentato, un gatto è perfettamente
in grado di ricevere gli stimoli
dell'ambiente esterno e, qualora sia
sveglio ma senza che vi siano questi
stimoli, riduce progressivamente
l'attività cerebrale, fino al solo
mantenimento delle funzioni vitali. Un
gatto dorme anche 16 ore su 24, sebbene
frazionate in numerosi periodi di pochi
minuti ognuno, durante le quali
attraversa fasi alterne di sonno più o
meno profondo: il 70% è sonno leggero,
il 30% è sonno profondo. |
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Chi vive
con un gatto sa che sogna: è facile
notare il movimento delle zampe, delle
vibrisse e degli artigli, nonchè udire
flebili miagolii. Ma anche durante
queste fasi il suo sistema nervoso è
sempre vigile e attento: a un eventuale
segno di pericolo l'animale reagisce
svegliandosi istantaneamente. |
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Una
caratteristica peculiare del gatto è
quella di avere abitudini notturne. Non
c'è da stupirsene, se pensate che è
fondamentalmente un cacciatore, e che le
ore più propizie per il successo di
questa attività sono quelle
immediatamente successive al tramonto,
oppure precedenti l'alba. |
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Non
sgridate e non reprimete quindi il
vostro gatto se di notte gioca, o se sta
fuori casa fino al mattino. Non soltanto
è un comportamento assolutamente
istintivo, ma in un certo qual modo è il
suo stesso ciclo biologico ad essere
regolato in tal senso: il livello di
cortisolo si alza di notte, e si abbassa
di giorno, diversamente da quanto accade
nell'uomo. |
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9.
TERRITORI
INVIOLABILI |
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Per un gatto
maschio
costretto a
vivere in
appartamento
non è facile
capire |
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il vostro
disappunto
quando
lascia
'marcature
territoriali'
su mobilio,
tendaggi o
muri.
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Sta solo
proteggendo
il suo
territorio. |
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Anche se il
vostro
animale è
l'unico di
casa, a meno
che non viva
in un
appartamento
del quale
non ha
possibilità
di uscire,
fa comunque
parte di una
comunità,
formata
dagli altri
gatti del
quartiere o
della zona
in cui vive. |
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Il
territorio
ha un ruolo
importante
nella vita
del gatto,
che ne
definisce i
confini
urinando e
marcando con
gli artigli
gli oggetti
e le
strutture
che li
delimitano.
E' questo un
istinto
ancestrale,
tipico di
ogni animale
predatore,
ed è
basilare per
il micio
possedere un
territorio
da
controllare
e difendere.
Le
dimensioni
del
territorio
possono
variare da
pochi metri
quadri (in
appartamento),
a numerosi
isolati (in
città), o a
vari campi
(in
campagna).
Difficilmente
i gatti
domestici
abbandonano
il loro
territorio,
eccetto che
per cacciare
e per
accoppiarsi,
sebbene
amino
girovagare e
alcuni tra
di loro
manifestano
una vera e
propria
indole
vagabonda.
Se un gatto
lascia
definitivamente
quello che
era sempre
stato il suo
territorio,
di solito è
dovuto a
cause
esterne,
quali per
esempio
l'invasione
da parte di
un
antagonista
più giovane
e forte, con
conseguente
definitiva
sconfitta in
battaglia; o
ancora un
evento
particolarmente
traumatizzante. |
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Il
territorio
di un gatto
comprende
dei confini,
costituiti
di solito da
vere e
proprie
strutture
tipo
inferriate,
strade o
siepi.
All'interno
del
territorio è
possibile
incontrare i
propri
simili, e
intrattenere
rapporti non
conflittuali.
Inoltre è
prevista una
zona di
'vedetta',
di solito
sistemata in
posizione
elevata,
dalla quale
è possibile
controllare
i confini
stessi, ed
eventuali
invasori. Il
gatto vi
trascorre
gran parte
della
giornata, in
attenta
osservazione,
sebbene a
prima vista
possa
sembrare che
si stia
semplicemente
riposando:
questo è un
atteggiamento
tipico che
vi capiterà
di osservare
spesso. Il
territorio
viene
inoltre
giornalmente
marcato con
urina ed
escrementi,
nonchè
ispezionato
a ogni
uscita. |
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Prossime
pubblicazioni: |
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10. Un nome
da difendere |
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11. La
società felina |
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12. Un
cacciatore
solitario |
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